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POST COVID-19. FOCUS SUL TURISMO, SETTORE PIU’ COLPITO

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L’emergenza Covid-19 ha indotto la maggior crisi economica dal dopoguerra nel settore della mobilità e del turismo.

Lo Shock di domanda è stato 6 volte superiore a quello post attentati dell’11 settembre 2011.

La ripresa dell’attività a livello complessivo per il settore non si avrà prima di Q1/Q2 2021 – domanda interna in Q4 ‘20 e internazionale in Q2 ’21 (fonte McKinsey 25.3) a patto che gli interventi dei governi si rivelino efficaci a contenere una crisi economica generale e che ovviamente l’emergenza sanitaria sia nei fatti superata tornando a poter dare sicurezza al viaggiatore nei suoi spostamenti e nella sua permanenza a destinazione.

Le proiezioni sulla attività del settore in Italia per il 2020 collocano il crollo dei volumi per l’anno corrente sopra il 60% (con ragionevole posizionamento verso l’80% in caso di prolungamento della fase a limitata mobilità e incertezza sulle norme di distanziamento) rispetto al dato del 2019. (fonte Oxford Economics 4.4)

Mobilità e turismo sono certamente i settori oggi più colpiti dalla crisi:

  • fatturati crollati sotto al 5%;
  • vincolo a mantenere operative le aziende per necessità collettiva (Trasporto pubblico locale, Treni, Aeroporti);
  • interi comparti costretti alla chiusura (ristoranti, alberghi, imprese balneari e montane, agenzie di viaggio e tour operator ecc.) con orizzonti di riapertura incerti e modalità di servizio che ne penalizzeranno verosimilmente in modo significativo la capacità di produrre reddito fino al superamento delle misure di distanziamento;
  • un tessuto di imprese, in particolare nel turismo, diffuse e di piccole dimensioni, sovente sottocapitalizzate, particolarmente vulnerabile per la fragilità finanziaria e le competenze concentrate nella pura dimensione operativa

Un grado di interconnessione con altre attività produttive e di servizi locali che rischia- in particolare in alcune aree – di creare un “effetto valanga” su tutto il sistema produttivo di territorio  che avrà ripercussioni gravissime e permanenti per le 386.000 imprese turistiche italiane.

Sono quindi sì necessari oggi provvedimenti generali, ma occorre velocemente SAPER ESSERE SELETTIVI là dove interi settori – come mobilità e turismo – rischiano di scomparire o di non poter assicurare servizi essenziali ai cittadini.

Applicato a un settore che con l’indotto arriva a rappresentare circa il 13% del PIL italiano e dà lavoro a circa 3,5 milioni di famiglie, ne fa non solo un cruciale tema economico, ma anche sociale, soprattutto in alcune aree del Paese.

PROSPETTIVE

La domanda turistica è sempre stata resiliente: assorbe bene i colpi e dimostra in genere “memoria breve»: 11 settembre, Sars, crisi locali post- attentati terroristici: dopo il blocco iniziale, la risalita è di solito netta.

Questa però è una crisi globale.

Quando rientrerà l’emergenza sanitaria, la domanda turistica inizierà quindi a riattivarsi solo a patto che sussistano le condizioni di reddito per i cittadini e non si percepisca più il rischio contagio.

Saranno quindi cruciali (per ampiezza, pertinenza e tempestività) i provvedimenti economici e sociali che i governi prenderanno per arginare la crisi economica seguente il Covid-19.

Il Fattore Tempo (rapidità nel varare provvedimenti pertinenti / rapidità dei provvedimenti nello “scaricarsi a terra” per imprese e cittadini) sarà decisivo.

L’Italia ha un enorme vantaggio competitivo nel settore turistico culturale che dovrà essere difeso e valorizzato con interventi legislativi ed investimenti coordinati e semplificati per incrementare l’investimento pubblico e facilitare il coinvolgimento dei privati.

USCIRNE MIGLIORI: PIU’ SOSTENIBILI E PIU’ COMPETITIVI

  • Maggiore efficienza nella mobilità
  • Minor impatto ambientale legato alla mobilità e alla urbanizzazione
  • Migliori infrastrutture e interconnessione con il mondo per il paese e per i cittadini
  • Un sistema di imprese più competitivo in grado di creare lavoro, reddito, gettito fiscale
  • Fare dell’attrattività paese (paesaggio, patrimonio culturale e creatività, stile di vita) una chiave di crescita sostenibile e bilanciata che assicuri qualità di esperienza per il turista e qualità di vita per il cittadino residente
  • Opportunità di sviluppo e crescita economica e sociale diffusa, limitando la marginalizzazione
  • Difesa del valore aggiunto e della capacità di generare reddito per i produttori di beni e servizi, chiave per assicurare prospettive di lavoro
  • Orientare risorse di sistema non per prolungare agonie, ma per creare infrastrutture abilitanti alla crescita
  • facilitare la creazione di aggregazioni di offerta sul digitale riprendendo ad esempio gli sforzi di standard sviluppati in pilota (E015) in occasione di EXPO2015 per facilitare e guidare un processo di integrazione tra le varie piattaforme già oggi esistenti nel paese (a cominciare da quelle di grandi imprese pubbliche italiane), il mondo dei servizi di mobilità e in generale il sistema delle imprese.

(ricostruireitalia.it)

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