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Due passi indietro nel tempo e qualcuno in più diritti verso nord, leggermente spostandosi ad est

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Di Ludovica Ambrogetti

Una storia, breve e – spero – portatrice di una morale “eco-bio energicamente sana”.

Poco meno di 20 anni fa, pareva ieri ma così non è – se pur mi parrebbe – non ero qua, cioè in Italia.

E dove?

Adesso ve lo scrivo…

In quel periodo, ovvero nei primi anni del ventesimo secolo, ho avuto la stra-magnifica possibilità di trascorrere dei mesi, vivendo in un paese per me magico che, non a caso, ha dato anche i natali a Santa Claus, conservandone gelosamente la residenza: la Finlandia.

Immersa nel buio in inverno e nella luce in estate, mi sono mossa nel nuovo mondo finnico con quella leggera libertà, che da subito me lo ha fatto profondamente amare, per sempre.

L’ho girata un bel po’, dalla parte meridionale della capitale Helsinki, fino all’estremo suo nord, passando per la natalizia, 365 giorni l’anno: Rovaniemi.

La Finlandia è molto calda, nonostante il suo clima, e a lungo ho cercato di comprendere il motivo.

Adesso, a distanza di anni, credo di averlo – inconfutabilmente – compreso.

La Finlandia è verde.

E null’altro colore più del verde è armonicamente fonte di “puro benessere”.

In Lei il binomio uomo-natura è inscindibile, senza soluzione di continuità.

Dal cielo, che pare di una sconfinatezza senza limiti spazio e anche temporali.

Ai boschi,  che tutto circondano fagocitando il loro intorno, in modo discreto ed elegante.

Ai laghi, di un azzurro brillante che ciclicamente si inter-scambia con il bianco puro, quando le acque si ghiacciano a preservare il prezioso contenuto.

Passando per i fiumi, i prati, i fiori…

Un contesto ottimale in cui l’uomo si è insediato accettando e rispettandone le regole, senza presunzione alcuna di stravolgerle e rivolgerle ai propri – meri – interessi.

E così accade che le abitazioni, molte delle quali in legno locale, sono perfettamente integrate coi loro contesti edificatori, nei disegni e nelle scelte progettuali, votati al risparmio energetico e alla compatibilità coi loro fruitori.

Che la mobilità cittadina è very sostenibile: tra ciclabili perfettamente “ciclande”, mezzi pubblici iper-efficienti, ultra-confortevoli ed estremamente accoglienti con la loro silenziosa eleganza.

Che negli esercizi commerciali e negli uffici pubblici (non tutti ovviamente) si indossa “pattine” messe a disposizione free, al posto delle scarpe personali e lo stesso dicasi per le abitazioni private: tutte edificate con speciali zone ove riporre le calzature ed indossarne di altre all’uopo, messe lì per girare la casa, in tutta igienica-libertà.

E della spazzatura, vogliamo parlare?

Ebbene 20 anni fa in questo bel paese, almeno per me, già si effettuava in modo puntuale la raccolta differenziata, con cassonetti diversi per ogni tipo di rifiuto, a disposizione di ogni condominio, diversamente dimensionati a seconda della specifiche esigenze.

Ma non finisce qua.

Girando per città e paesi, lattine, bottiglie e bottigliette varie non se ne vedevano…

Perché?

Speciali raccoglitori ne “attiravano il conferimento”, fornendo in cambio piccole monetine immediatamente spendibili, nei modi che più aggradassero.

E chi è così sciagurato da gettare via una lattina di birra, se questa costituisce una fonte di “energica” ricchezza immediata?

Purtroppo, credo proprio che il problema ambiente sia questo: non siamo in grado di carpirne le azioni negativamente impattanti perché non traducibili in un linguaggio a noi ben chiaro, ovvero quello economico.

Se solo l’umana mente riuscisse a creare un aggeggio in grado di contabilizzare ogni nostra cattiva ambiental-azione e ce lo ponesse in bella vista vicino agli occhi (e speriamo anche al cuore) ogni volta che le compiamo, forse non saremmo così scelerati nei nostri quotidiani comportamenti, ormai consolidate “inerziali abitudini”.

Attenzione!

Hai buttato via una bottiglia di plastica?

Sappi che hai perso la possibilità di guadagnare subito 0.30 centesimi (quanto mediamente veniva pagata in Finland) e ti sei bruciato ogni altra energetica prospettiva di farla passare a miglior vita, per il bene suo e di tutta la…”santa” comunità del globo (Amen).

Un messaggio del genere, immagino, con tanto di LED luminosi ben in vista.

Secondo me funzionerebbe.

Sì perché, se i finnici così GREEN sono, e tanto naturalmente bene si comportano, non è perché sono diversi da noi, ma semplicemente perché in siffatto eco-modo sono stati educati da anni e decenni di vita verde (e nel verde).

Quindi i neonati di oggi, posseggono in modo innato la tendenza a…essere ecosostenibili, senza troppe domande porsi.

Il finnish DNA si è adattato, plasmato, “GREEN tinto”, fissandosi indelebilmente dai geno ai fenotipi (forse).

Loro sì, i finlandesi, hanno raggiunto questo GREEN GOAL: essere innatamente ECO.

Bravi!

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