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CONTRIBUTO ANIMAL SOCIAL BONUS. 200 EURO A CHI POSSIEDE UN CANE O UN GATTO (O ENTRAMBI)

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La proposta della LAV in aiuto alle persone che posseggono animali domestici le cui spese, soprattutto quelle sanitarie, sono così esose da risultare insostenibili, specialmente in questo particolare momento di crisi generale e generalizzata.

Ne scrive Alessandra De Angelis su investireoggi.it.

Bonus fino a 200 euro per chi ha cani o gatti: come si può spendere il contributo animal social bonus

Bonus fino a 200 euro per chi deve mantenere un cane o un gatto: gli animali domestici non sono un lusso neppure durante il coronavirus

Tra le proposte per affrontare questo periodo di pandemia, e sostenere chi ha subito spese, c’è quella della LAV di un bonus fino a 200 euro a favore di chi possiede animali domestici, in particolare cani e gatti. L’obiettivo è quello di aiutare le famiglie a sostenere le spese sanitarie per gli animali domestici.

La polemica sulle tasse per chi possiede cani e gatti era già emersa prima del coronavirus. La richiesta in generale è quella di intervenire con misure specifiche affinché cani e gatti non siano più considerati “un lusso”. Vista anche la crisi generale legata al Covid, e il timore che molti possano essere “spinti” ad abbandonare cani e gatti, la richiesta della LAV è quella di istituire un animal social bonus. In pratica una sorta di voucher spesa del valore massimo di 200 euro per ogni cane e di 100 euro per chi ha un gatto da mantenere. L’aiuto economico presuppone che l’animale sia regolarmente iscritto all’anagrafe. Non si tratterebbe comunque, è bene precisarlo, di un bonus mensile ma di un sussidio una tantum.

A questo bonus fino a 200 euro si aggiungerebbe, nel progetto LAV, una social card quattro zampe della durata annuale e caricata con un contributo di mille euro ma riservata a redditi fino a 55 mila euro (500 euro per chi ha reddito più alto ma adotta al canile).

Quanto costa mantenere un cane o un gatto?

La proposta di legge non riguarda solo le spese sanitarie. Mantenere un cane o un gatto significa anche comprare da mangiare: l’associazione chiede che l’IVA sul cibo per cani passi i dal 22% al 4%. Inoltre viene previsto un buono spesa per animali pari a 500 euro per le persone con reddito inferiore a 8 mila euro che serve per acquistare cibo, farmaci e per sostenere altre spese veterinarie.

Da ultimo si chiede che vi sia equiparazione terapeutica tra farmaci umani e veterinari qualora si tratti dello stesso prodotto. Questo servirebbe a garantire cure maggiormente accessibili a prezzi inferiori.

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