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IL VIRUS NON VIVE, MA SI REPLICA DENTRO DI NOI. ECCO PERCHÉ SOLO NOI POSSIAMO FERMARLO. LEGGETE. È INTERESSANTE

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Vi raccontiamo qualcosa sui virus, in modo semplice e chiaro, sperando di esservi utili.

I virus, differentemente dai batteri, non sono organismi viventi in grado di autoprodursi l’energia di cui hanno bisogno per la loro replicazione.

Sono piccoli filamenti di materiale genetico avvolti in capsule di lipo-proteine.

Tutto qua.

Tutto ciò che fanno – replicarsi in modo esponenziale –  è loro possibile solo ed esclusivamente dentro un organismo vivente che li ospiti, animali o uomini.

Senza l’ospite, il virus non “esiste”.

E dentro l’ospite, una volta conquistato, il virus mette in atto la propria strategia adattativa, iniziando a fare copie di sé, che lascia circolare dentro l’ospite, da cui uscirà alla ricerca di altri, in un continnum che potrebbe non avere fine se…se gli impediamo di trovarne altri e poi altri.

Lui, infatti, il virus non ha ali né gambe e si muove solo grazie a vettori che sfrutta strategicamente, loro ignari, essendo subdolamente invisibile.

Esce fuori dall’ospite attraverso microscopiche goccioline, per lo più di saliva, e rimane in aere fino a che non trova un punto su cui posarsi che se mobile lo porterà chissà dove…

Così accade che il filamento, uscito dal corpo di un soggetto CINA può, brevi tempore, raggiungere tanti altri soggetti in ogni angolo del globo.

Contagia un uomo, che contagia due donne e la catena epidemica ha il suo tremendo inizio.

Contagia un uomo (anche donna, ovviamente) e come?

Lo raggiunge, arriva dall’aria e si posa sulle sue mani, sui suoi capelli, sui suoi vestiti…basterà toccare uno dei suoi territori di “conquista” e con le medesime mani, raggiungere bocca o occhi e il contagio è assicurato.

Ecco dunque che dobbiamo curare massimamente l’igiene, lavando spesso le mani ed in modo energico, con saponi che intrappolano e permettono di “lavare” via ogni microparticella o soluzioni alcoliche che reagiscono chimicamente con la struttura virale, neutralizzandola.

Ma è importante anche seguire qualche accortezza maggiore anche riguardo alla pulizia dei capelli, così come degli abiti.

E’ chiaro che, se riuscissimo a rimanere lontani gli uni dagli altri, ben chiusi dentro le nostre abitazioni, il virus sarebbe spacciato.

Finirebbe di esistere laddove ormai è arrivato e non troverebbe più “materiale organico” da cui trarre energia per replicarsi.

Banale, ma efficace.

Altro non possiamo fare perché contro i virus non abbiamo armi efficaci, se non vaccini, che nel caso specifico di questo Coronavirus non sono ancora stati prodotti (per ovvi e ben noti motivi).

Quando il virus entra nell’ospite, questo mette in azione le proprie difese e talora lo fa in modo così “pesante” da mettere in serio pericolo il suo stato di salute generale.

Per difenderci da un agente patogeno, finiamo coll’aggredire noi stessi.

Questo il motivo per cui, sperimentalmente, si sta tentando di curare pazienti affetti da Coronavirus con farmaci impiegati per l’artrite reumatoide che è una malattia autoimmune e si contrasta abbassando le difese immunitarie del soggetto colpito.

Non potendo “uccidere” il virus che vivo non è, ci è permesso solo di ridurne gli effetti più o meno “negativamente energici”.

I sintomi che ne derivano sono diversi e vari e dipendono da una lunga lista di fattori e co-fattori, che non è il caso di approfondire in questa digressione semplice sui virus, fatto sta però che si deve intervenire per ridurne le conseguenze.

E come?

Curando hic et nuc il problema che ha generato nell’ospite; poco altro.

Niente antibiotici che anzi sono più nocivi, riducendo sensibilmente quantità e qualità delle cariche batteriche naturalmente presente nell’ospite ed utilissime per il suo equilibrio omeostatico generale.

Tanto riposo e molta idratazione sono consigliabili, ma ovviamente non risolutivi nei casi più complicati.

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