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L’intramontabile fascino della piccola Heidi

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I bambini, dalle generazioni degli anni Settanta in poi, immancabilmente hanno seguito in tv il cartone animato Heidi. Intramontabile e inossidabile resiste ad ogni epoca e generazione, eppure è tratto da un famoso romanzo per ragazzi scritto dalla scrittrice svizzera Johanna Spyri nell’anno 1880: era ambientato in Svizzera, ma approdato nel Giappone divenne una serie di cartoni animati e in seguito anche un film. La storia si svolge sulla fine del 1800 sulle Alpi. Heidi, il personaggio principale della storia, è una bambina di cinque anni, rimasta orfana dei genitori e affidata alla zia Date, la quale ad un certo punto deve emigrare a Francoforte per lavoro e non potendosene occupare più con la stessa diponibilità e presenza, decide di affidarla al nonno paterno. Così la accompagna sulle Alpi, dove vive, in una casetta isolata da tutti, questo uomo anziano e scontroso soprannominato dai concittadini “Il vecchio dell’Alpe” che però si addolcisce grazie alla vicinanza e all’esuberanza di Heidi.

Lei vive felice lì sui monti, gioca portando al pascolo le caprette, corre sui prati, e ha un amico di nome Peter, un bambino simpatico, affettuoso che vive con la mamma e la nonna molto anziana. La zia preoccupata che la nipote possa essere triste lassù sui monti le trova una sistemazione presso una famiglia a Francoforte, la piccola deve fare compagnia alla figlia dodicenne del signor Sesemann costretta a vivere sulla sedia a rotelle per una malattia sconosciuta. Il nonno con titubanza, soprattutto perché abituatosi alla presenza affettuosa della nipote, non vorrebbe lasciarla andare, ma per il suo bene acconsente.

La piccola Heidi è felice di stare con Clara, ma non va d’accordo con la sua istitutrice, la signorina Rottenmeier, la quale con modi sgarbati fa in modo che la piccola non riesca ad abituarsi. Dopo un lungo periodo in cui Clara rinasce, diventa serena e allegra, Heidi chiede di ritornare libera sui monti e dal nonno, facendosi promettere dalla nonna di Clara che la raggiungeranno. Clara la raggiunge e lì sui monti la piccola tra le caprette, la serenità, l’aria buona, riesce a lasciare la sedia a rotelle e camminare: insomma guarisce miracolosamente.

La canzone entrata nella memoria dei bambini di tutto il mondo in cui è riassunta tutta la storia all’inizio recita così: “Heidi (Heidi) Il tuo nido è sui monti / Heidi (Heidi) Eri triste laggiù in città / Accipicchia, qui c’è un mondo fantastico / Heidi, Heidi Candido come te…”.

I cartoni animati degli anni Settanta, se si riflette, hanno come protagonisti bambini orfani, poveri, abbandonati, come la scia delle favole dei Fratelli Grim. Heidi è orfana, povera ma felice ed il messaggio tra le righe che doveva arrivare era di essere felici con il poco, di sacrificarsi per il prossimo, di offrire il proprio aiuto, di lavorare sodo per ottenere qualcosa. Tutti i bambini di quegli anni sono cresciuti piangendo e soffrendo per i personaggi dei cartoni animati.

Sorprende che ancora oggi, nella società digitale, delle innovazioni, dei supereroi, delle fatine magiche, dei reality, resista la povera Heidi che ogni anno, indisturbata, fa capolino in qualche rete e riesce ad accaparrarsi uno share alto e una platea mista di bambini e adulti. Sarà la voglia di emozionarsi, di comprendere quanto si sia fortunati a vivere nell’epoca attuale, sarà la nostalgia dei tempi in cui i sentimenti non erano soppiantati dall’economia, ma Heidi oggi è una giovane signora di 55 anni che ancora affascina e cattura.

Carla Abenante

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