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La probabilità di contrarre il COVID dalle superfici contaminate è molto bassa

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Abbiamo passato i primi mesi di pandemia a detergere accuratamente generi alimentari e buste della spesa. A passare salviette imbevute di alcol su maniglie, tavoli e display del cellulare – persino a disinfettare l’asfalto. Ma quella che passa per le superfici non è la via di trasmissione privilegiata del SARS-CoV-2.

Con il passare del tempo è parso chiaro che il coronavirus della covid si diffonde soprattutto per via aerea, attraverso le goccioline più spesse o sottili (droplets e aerosol) emesse anche solo quando parliamo. Ora i Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC) statunitensi quantificano in modo più preciso il rischio di contrarre la CoViD-19 attraverso le mani sporche portate al naso, agli occhi e alla bocca. Ogni contatto con una superficie contaminata, scrivono nelle linee guida appena aggiornate, ha meno di una probabilità su 10.000 di risultare in un’infezione.

PUÒ SUCCEDERE, MA È RARO.

Le autorità sanitarie statunitensi avevano già precisato che le superfici non sono la via di trasmissione primaria del virus. Ma le nuove indicazioni si spingono oltre, comunicando le reali percentuali di rischio. Contrarre la covid attraverso il contatto con maniglie, corrimano o oggetti personali contaminati rimane teoricamente possibile, ma richiede un perfetto allineamento di una serie di circostanze molto sfortunate: una grande quantità di particelle virali infettive appena emesse che si depositino su una superficie, e un’importante quantità di tracce virali trasferite sulla mano – e sulla faccia – di una persona vulnerabile all’infezione. In altre parole, la presenza di coronavirus su una superficie non si traduce automaticamente (anzi, si traduce raramente) in un contagio.

IGIENE SÌ, MA SENZA STRAFARE.

Nella maggior parte dei casi, pulire con semplice acqua e sapone, oltre a lavarsi le mani e indossare la mascherina (anche per evitare di portarsi le mani alla bocca) è più che sufficiente per mantenere basso il rischio di contagio attraverso le superfici: in situazioni normali non occorre ricorrere a disinfettanti specifici. Diverso è il caso di un ambiente chiuso, come una casa o una scuola, che sia stato frequentato da una persona positiva alla covid negli ultimi giorni: in queste circostanze detergere le superfici resta necessario, così come lo è sempre negli ospedali, ai quali non si estendono queste nuove indicazioni.

CAMBIARE STRATEGIA.

Insomma più che minimizzare l’importanza di una corretta pulizia, l’aggiornamento ha lo scopo di concentrare le energie su misure più utili e finora poco implementate, come il rinnovo dei sistemi di ventilazione dei luoghi chiusi, a partire dagli uffici: investire su filtri migliori e modi per rinnovare l’aria negli ambienti frequentati da molte persone è senz’altro più utile che concentrarsi su sanificazioni giornaliere, che danno soltanto l’illusione di un controllo del rischio di contagio.

(di Elisabetta Intini Focus.it)

 

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