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CARO (AMICO) AMBIENTE TI SCRIVO

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Caro ambiente. Ambiente caro.

Come stai?

L’interrogativa è retorica; sappiamo entrambi che il tuo stato di salute ultimamente non è al top: hai – decisamente – avuto trascorsi migliori.

Se guardiamo verso là dove sorge il sole, tra particolato atmosferico, pioggia incessante, incendi devastanti la vista non ci permette di vedere l’orizzonte.

Puntando gli occhi in direzione opposta, le cose non appaiono migliori: il virus pandemico è arrivato a colpire le popolazioni dell’America Latina (il Brasile by now è il terzo paese al mondo più colpito), contrasti interni, povertà, uso incondizionato delle risorse non ti promettono – certamente – un futuro sostenibile.

I due antipodici estremi nord-sud stanno velocemente modificando i loro “connotati”, sciogliendosi come farebbe un ghiacciolo nell’abitacolo di un’auto sotto il sole di agosto e con loro si erodono a vista d’occhio gli spazi abitabili per le specie autoctone.

Ci stanno abbandonando per sempre molte varietà di specie del mondo animale, vegetale e microbico, primo passo verso quella che sarà per noi una vita di difficile sopravvivenza, almeno nei termini in cui siamo abituati a concepirla.

Tutto è diverso rispetto, cosa molto allarmante, a pochi decenni fa.

Sappiamo che il tuo “segreto”, ovvero quello della tua permanenza nei milioni di anni dopo milioni di anni, è stato il cambiamento come unico strumento per riadattarsi “osmoticamente” a situazioni diverse nei loro parametri “vitali”, ma il punto è che loro, i cambiamenti, si sono velocizzati al punto tale che tu non cela fai più a stargli dietro.

Le tue reazioni adattative non hanno dinamiche così immediate e cadere in uno strato di crisi emergenziale è l’unica inevitabile conseguenza, almeno nel breve periodo.

Oggi che tutti noi siamo continuamente sottoposti alla procedura di misurazione della temperatura corporea, come condizione sine qua non è possibile accadere a molti esercizi e uffici pubblici, forse ti penseremo di più.

La tua febbre è molto alta, da tempo, ormai e – purtroppo – sic stantibus rebus, non è destinata ad altro che a continuare la sua salita.

Abbiamo e stiamo tutt’ora combattendo, l’umanità intera, per non cadere colpiti da un virus letale e molto contagioso; ci siamo dati da fare, chi più e chi meno, e adesso che stiamo iniziando a vederne la luce, non ci è permesso oltre di non prendere sul serio anche te col tuo precario e innaturale stato di salute generale a diffuso.

Le città si sono ripopolate di persone, auto, attività e quant’altro sia legato all’umana “vitale vita”, facendo riprecipitare tutto il resto nel buco nero “antea coronavirum”, che – a vedere come stanno andando le cose in questi pochi giorni di ritrovata libertà – si riassorbirà tutto e tutti, in primis le coscienza dei singoli.

Quelle stesse che avrebbero avuto la loro grande occasione per cambiare il corso delle cose umane e di tutto il resto, ma – temiamo – non lo faranno neppure questa volta.

Ogni “cosa” sta tornando … uguale a sé, ahinoi ed ahité.

Ciò che non si è compreso fino in fondo è un dato ineluttabile ed ineludibile: tu sei noi e noi siamo te.

Ambiente è tutto.

Tutto ambiente è.

La tua febbre è la nostra febbre ed anche se il termometro del centro commerciale sotto casa segna verde, dandoci l’OK per entrare a fare shopping – volando più alto –  siamo comunque tutti tanto “febbrati”, al punto che opportuno sarebbe intraprendere una coscienziosa terapia “umanità salvifica”.

Continuando a guardare poco più oltre della nostra ombra, le speranza di guarigione sono ridotte ad un lumicino così piccolo che anche le ombre potrebbero faticare a generarsi, fino a farci cadere tutti in un buio terrificante.

Carissimo ambiente, ieri ti abbiamo festeggiato.

Auguri, messaggi, immagini, disegni, iniziative hanno animato ogni angolo del globo tutte in tuo “sacro” onore.

E oggi?

Siamo ripartiti a distruggerti con la stessa veemenza di ieri l’altro, chiudendo gli occhi per non vedere e le orecchie per non sentire tutto il tuo dolore.

Se solo capissimo che ogni sofferenza verso di te perpetrata è anche la nostra.

Se solo ci mettessimo in testa che tra te e noi non c’è nessuna differenza; noi siamo te e viceversa.

Se solo lo volessimo, potremmo cambiarci e finalmente guarire.

AUGURI AMBIENTE.

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