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“Baby shower”, una festa davvero inutile

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Non sono ancora nati, ma hanno già un motivo per essere festeggiati. Sono i nascituri, sì, i bambini che nasceranno per prevedere il sesso dei quali si organizza un vero e proprio party da quando, recentemente, si è diffusa questa moda dall’America. Un tempo si facevano previsioni in base alla forma della pancia della mamma: se era tonda si presumeva che fosse femmina, se a punta maschio. Oppure si faceva il test del pendolino o, ancora, ci si orientava con la misura del seno, con il calendario cinese, con il volo degli uccelli, gli occhi della mamma, con il battito del cuore. Tutto finito. Oggi il sesso del bambino o della bambina lo svela l’organizzatore della festa in suo onore – festa che in inglese si chiama “baby shower” – che può essere un’amica, un parente ma anche chi di questi eventi ha ormai fatto un business pensando a tutti i più piccoli particolari, gli effetti speciali e il confezionamento.

I genitori rimangono all’oscuro di tutto e non acquistano il corredino (rosa o celeste?), fino alla fine della festa, quando arriveranno anche i regali. Loro si limitano soltanto a consegnare, senza aprirla, la busta del laboratorio di analisi con il risultato del test del Dna della mamma che si può fare già dalle 8 settimane di gravidanza. Da quel momento parte il progetto dell’evento per il quale si può scegliere una festa familiare o decidere di estenderla a parenti e amici ricorrendo a qualcosa di più impegnativo anche economicamente, con location all’altezza, catering, torta, musica e cotillons. Il preventivo si può ottenere anche su internet digitando il numero di invitati e il tipo di ricevimento (rinfresco, cena, aperitivo, merenda), cui si intende invitarli: la cifra da spendere si può modificare aggiungendo o diminuendo i servizi.

Una volta pensato a cosa vogliono realizzare, i futuri genitori o chi per loro non devono fare altro che aspettare il clou del party, momento del responso. Questo si può manifestare attraverso diversi canali ma sempre con una sorpresa cui viene delegata la rivelazione del sesso: una torta il cui ripieno diventa visibile al momento del taglio della prima fetta o un palloncino da cui, quando viene fatto scoppiare, fuoriescono altri palloncini il cui colore non potrà lasciare ombra di dubbio. Solo a quel punto possono partire le felicitazioni, gli abbracci, le congratulazioni e gli auguri, anche qualche lacrima di commozione.

Ormai la moda è esplosa, ce n’è per tutti i gusti. E alla cerimonia – perché in alcuni casi di questo si tratta – non mancano invitati con abiti per l’occasione e anche un fotografo ufficiale. Ma prima di tutto e nei casi più estremi, viene stilata una ormai sacrosanta lista “di nascita”. Non bastava il diciottesimo compleanno, per cui un tempo c’erano solo la torta con le candeline e la consegna delle chiavi di casa mentre ora si affittano lussuose ville con anche trecento invitati. Non bastava neanche la festa di laurea triennale che ha trasformato tutti in dottori prima di terminare il corso di studi. Non era sufficiente il battesimo con tutti i successivi sacramenti compreso pure il pensionamento per rendere onore all’individuo in ogni suo passaggio importante della vita. Anche nella previsione del sesso non vogliamo essere da meno e ci lasciamo andare al consumismo sfrenato per renderlo noto a tutti.

Una sola considerazione finale, una pulce nell’orecchio: ora che molti si stanno facendo domande sulla questione dei generi, non è che poi da adulto quel bambino scoprirà che il sesso per cui è stata fatta quella grande festa non era quello cui si sentiva di appartenere?

Gloria Zarletti

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